“La fabbrica di Iolanda”: Un’Intima Esplorazione Poetica dell’Immaginazione in Tempi di difficili

 

Alessandra Iannotta, candidata al Premio Strega Poesia con la silloge “Come Panni Al Vento”, Nino Bozzi Editore

In un periodo storico segnato da un virus dal nome curioso e da misure di confinamento che hanno rivoluzionato le nostre abitudini quotidiane, nasce una storia straordinaria di resilienza, immaginazione e poesia. Alessandra Iannotta, poetessa e scrittrice di talento, già nota per la sua candidatura al prestigioso Premio Strega Poesia con la silloge “Come Panni Al Vento”, ci presenta il suo ultimo lavoro, “La fabbrica di Iolanda”.

Il racconto ruota attorno a Iolanda, una bambina di nove anni dall’incontenibile creatività, e alla sua aspirazione di aprire una fabbrica di cioccolato. Quando le circostanze la costringono a rinunciare temporaneamente a questo progetto, Iolanda si rifugia nel potere salvifico della scrittura, documentando in un diario personale le sue giornate e, soprattutto, le sue fantasie.

“La fabbrica di Iolanda” non è solo una favola

“La fabbrica di Iolanda” non è solo una favola, ma anche un vero e proprio tributo alla poesia. La struttura narrativa del libro si basa infatti sulla concezione di una fabbrica dove, a protezione di ciascun tesoro custodito al suo interno, risiede una poesia.

Un dettaglio che evidenzia la profonda passione di Iannotta per la lirica e l’importanza della comprensione poetica come chiave per avanzare nella storia.

La trama di questa affascinante narrazione, come ci ha rivelato Iannotta stessa, risiede in un aneddoto personale: il desiderio condiviso con la nipotina di creare una fabbrica di cioccolato. Ma con l’arrivo della pandemia, le due hanno dovuto reimpostare i loro piani, e così, grazie all’immaginazione e all’arte della poesia, è nato un progetto letterario unico nel suo genere.

A rendere ancora più speciale questa opera è la dedica dell’autrice: “Ai bambini e ai ragazzi di tutto il mondo, ma anche agli adulti che si vorranno mettere in ascolto!” E per intensificare il suo impatto sociale, Iannotta ha deciso di devolvere i diritti derivanti dalla vendita del volume alla Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, un’istituzione impegnata nella riabilitazione neurologica.

Con “La fabbrica di Iolanda”, Alessandra Iannotta consegna al mondo non solo una storia affascinante, ma anche una testimonianza potente del potere terapeutico dell’arte e dell’immaginazione, soprattutto in tempi di incertezza.

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